Renzi-Salvini: a chi è convenuto il confronto televisivo?

Uno supera il 30% delle preferenze, l’altro raggiunge a malapena il 4%, almeno secondo i sondaggi: allora com’è possibile che il duello andato in onda a Porta a Porta sia stato conveniente per entrambi allo stesso modo?

Come ricordato da Bruno Vespa, in Italia l’ultimo confronto tra due leader politici di spessore risale a 13 anni fa: questo perché, pur trovandoci nell’era della personalizzazione della politica, in generale per nessuno è conveniente un faccia a faccia con il diretto avversario. Perché, quindi, Renzi e soprattutto Salvini hanno accettato di duellare di fronte alle telecamere?

Dopo anni alla guida del PD, prima da segretario e poi dietro le quinte, Matteo Renzi si trova oggi ad essere il leader di un partito appena nato: ha dunque bisogno di visibilità per acquisire consensi e un confronto TV è senz’altro un modo efficace per ottenerla. Matteo Salvini è stato il protagonista assoluto del Governo gialloverde e ora, secondo le rilevazioni, è alla guida del principale partito a livello nazionale. Il suo obiettivo è rimanere sulla cresta dell’onda: non potendo più contare sul ruolo istituzionale, che gli garantiva una copertura mediatica costante, oggi per dettare l’agenda ha bisogno di alzare la voce, sfruttando non solo i social media ma anche la televisione.

Senza entrare nel merito dei contenuti trattati, si può dire che entrambi abbiano raggiunto il proprio scopo: Renzi, consapevole di non aver nulla da perdere, ha colto l’occasione per smentire i dati citati in maniera spesso raffazzonata da Salvini, mettendo in evidenza le contraddizioni di quest’ultimo e dando lustro a quanto di buono (a suo dire) fatto durante i due anni trascorsi a Palazzo Chigi. Il leader leghista è invece entrato nello studio di Porta a Porta sapendo che per lui l’esito del confronto sarebbe stato, in ogni caso, positivo: nessuna delle argomentazioni del rivale avrebbe potuto scalfire la fede dei suoi sostenitori, per i quali Renzi resta in ogni caso un “radical chic rosicone amico delle banche che apre i porti all’invasione“. Per questo, invece di rispondere alle provocazioni del leader di Italia Viva, a Salvini è bastato deviare l’attenzione portandola ripetutamente sui temi a lui più favorevoli: immigrazione, immigrazione e immigrazione.

Chi è stato, dunque, il vincitore del faccia a faccia? Entrambi: Renzi ha avuto la possibilità di rivendicare un ruolo da leader di primo piano, nonostante da anni la sua azione si svolga da dietro le quinte e il suo attuale partito sia ancora un cantiere aperto. Salvini ha riconquistato il palcoscenico mediatico più importante, ben conscio del fatto che non avrebbe perso credibilità tra i suoi elettori nemmeno se, durante la diretta, avesse risposto alle domande e alle provocazioni leggendo la lista della spesa.

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