Sanremo 2020: parliamone

Achille Lauro a Sanremo.

Non sono mai stata una fan accanita del programma, ma quest’anno sento il dovere di spendere due parole a riguardo. Ogni giorno, ascoltando e osservando ciò che accade nel nostro Paese, mi convinco sempre più di un fatto: siamo un Paese bigotto. Possibile ci siano ancora persone che parlano di normalità e anormalità? Possibile faccia ancora così paura il tanto famoso “diverso”? 2020 o 1960?

Arrivo al punto, grazie #Sanremo70: grazie per aver parlato finalmente di omosessualità con i termini che merita, grazie Fiorello per il bacio dato con disinvoltura a Tiziano Ferro, grazie per aver mostrato con estrema leggerezza e normalità ciò che ancora qui in Italia viene considerato trasgressivo o addirittura scandaloso per quelle persone che sicuramente sedute sul loro divano hanno detto o pensato questa frase “ma ci sono i bambini che seguono il programma”.

E grazie, grazie Achille Lauro, per aver lanciato un messaggio fondamentale: noi siamo così, vogliamo vestirci come vogliamo, fare e baciare chi vogliamo, essere liberi di esprimerci mostrando la nostra creatività. Noi… ce ne freghiamo!!

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